Diritti del passeggero in caso di ritardo o cancellazione di un volo

INTRODUZIONE

Può accadere che un volo di linea subisca un ritardo o una cancellazione e vi sarete sicuramente chiesti quali sono le tutele per il povero trasportato in questi casi.

Bisogna fare chiarezza su quali somme sono effettivamente dovute a titolo di compensazione o risarcimento del danno per il malcapitato, in che modo vanno richieste e quali sono i costi per rivolgersi eventualmente al giudice.

In questo articolo cercheremo di orientarvi in modo semplice su un argomento che se pur non  complesso, richiede di visionare svariate fonti.

SOMMARIO:
1. DIRITTI IN CASO DI CANCELLAZIONE DEL VOLO; 2. DIRITTI IN CASO DI RITARDO AEREO; 3. DIRITTO ALLA COMPENSAZIONE IN CASO DI RITARDO PROLUNGATO; 4. CASI DI ESCLUSIONE DELLA COMPENSAZIONE; 5. ULTERIORE RISARCIMENTO DEL DANNO E RIMBORSO SPESE; 6. RISARCIMENTO DANNI NON PATRIMONIALI; 7. COSA FARE IN QUESTI CASI?

  1. CANCELLAZIONE DEL VOLO

Nei casi di cancellazione l’articolo 5 del Regolamento CE n. 261 del 2004 prevede:

  • la possibilità di rinunciare al volo con rimborso del biglietto entro sette giorni;
  • oppure, la c.d. riprotezione, ovvero la facoltà di richiedere un volo il prima possibile o in una data successiva, il più conveniente per il passeggero ed in condizioni di viaggio comparabili.

Nel caso di “riprotezione” l’articolo 8 del Regolamento in esame concede la possibilità, per la compagnia aerea ed il passeggero, di accordarsi per riprogrammare un volo anche verso un aeroporto diverso da quello prenotato dal  passeggero, ma sempre nella stessa regione.
In questo caso le spese di trasferimento del passeggero sono a carico del vettore aereo operativo.

I passeggeri hanno diritto ad essere informati delle eventuali alternative di trasporto possibili.

Come stabilito dall’articolo 9 del Regolamento CE n. 261 del 2004, sono anche dovute per la cancellazione di un volo:

  • pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;
  • adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti con trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
  • due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax ed e-mail.

L’articolo 7 del Regolamento CE n. 261 del 2004, in caso di cancellazione del volo, prevede il diritto per i passeggeri di ricevere una compensazione pecuniaria pari a:

  • 250 euro se la tratta è inferiore a 1500 km;
  • 400 euro se la tratta è superiore a 1500 km ma inferiore a 3500 km;
  • 600 euro se la tratta è superiore a 3500 km.

La compensazione pecuniaria può essere pagata dalla società vettore in contanti, mediante trasferimento bancario elettronico, con versamenti o assegni bancari, oppure, ma soltanto se vi è l’accordo firmato dal passeggero, con buoni di viaggio ed altri servizi.

La compensazione pecuniaria non spetta se il passeggero è stato informato della cancellazione del volo:

  • almeno due settimane prima dell’orario di partenza previsto;
  • oppure, tra due settimane e sette giorni, solo se sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di due ore prima dell’orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di quattro ore dopo l’orario d’arrivo previsto;
  • oppure, meno di sette giorni prima dell’orario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di un’ora prima dell’orario di partenza previsto e  di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo previsto.

La compensazione non è dovuta, inoltre, quando cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali, ma di tale questione ci occuperemo in modo dettagliato fra non molto.

Sono previsti anche particolari obblighi di informazione, infatti in caso di cancellazione di un volo, il vettore aereo operativo deve presentare ad ogni passeggero interessato un avviso scritto contenente le regole in materia di compensazione pecuniaria ed assistenza.
L’onere della prova, per quanto riguarda “se e quando” il passeggero è stato avvertito della cancellazione del volo, incombe sul vettore aereo operativo.

Per quanto riguarda le problematiche inerenti all’emergenza epidemiologica provocata dal coronavirus, bisogna fare delle doverose precisazioni, pertanto vi rimandiamo al nostro articolo “L’obbligo di rimborso dei titoli di viaggio durante l’emergenza da Covid-19“.

2. RITARDO AEREO

L’articolo 6 del Regolamento CE n. 261 del 2004 è abbastanza chiaro sul tema, prevedendo in primo luogo delle soglie di rilevanza del ritardo. Infatti le tutele sancite dal Regolamento sono attribuibili al passeggero soltanto se il vettore prevede un ritardo rispetto all’orario di partenza di:

–          due ore o più ore per una tratta aerea intracomunitaria o nazionali pari od inferiore a 1500 km;

–          di tre o più ore per le tratte intracomunitarie superiori a 1500 km;

–          di tre o più ore per le tratte internazionali aere superiori a 1500 km ed inferiori a 3500 km;

–          oppure, di quattro ore per voli internazionali per tratte superiori a 3500 km.

Dunque, in primo luogo va controllato l’effettivo ritardo dell’orario di partenza e solo nel caso in cui si sia realizzato un “ritardo rilevante” si ha diritto alla seguente assistenza gratuita:

–          pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa;

–          nonché, due chiamate telefoniche o messaggi anche via posta elettronica o fax.

Se il ritardo è di almeno cinque ore sull’orario di partenza, il passeggero ha diritto a scegliere fra:

–          rinunciare al volo con rimborso del biglietto entro sette giorni;

–          in alternativa, un volo di ritorno con la stessa compagnia non appena possibile.

Nel caso in cui la compagnia preveda che la partenza del volo verrà rinviata di almeno un giorno, il passeggero ha diritto a:

–          sistemazione in albergo se siano necessari dei pernottamenti;

–          trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione.

La compagnia aerea dovrà adottare particolare attenzione per i bisogni delle persone con mobilità ridotta oltre che per i loro accompagnatori e per i bambini non accompagnati.

Dovrà, inoltre, essere dato avviso per iscritto ai passeggeri il cui volo subisce un ritardo di almeno due ore.

3. COMPENSAZIONE PECUNIARIA IN CASO DI RITARDO PROLUNGATO ALL’ARRIVO

La Corte di Giustizia nella causa Sturgeon (vedi C-402/07 e C-432/07) ha avuto modo di ampliare i diritti del passeggero in caso di ritardo, prevedendo la possibilità di richiedere la stessa compensazione pecuniaria prevista in caso di cancellazione del volo.

Infatti, la Corte ha stabilito che i passeggeri vittime di ritardi possono subire un danno analogo a quello patito in caso di volo cancellato, consistente in una determinata perdita di tempo.

In base al principio della parità di trattamento, i passeggeri che raggiungono la destinazione finale con un ritardo di tre ore o più hanno diritto alla stessa compensazione pecuniaria prevista dall’articolo 7 del Regolamento CE del 2014.

4. IN QUALI CASI NON E’ DOVUTA LA COMPENSAZIONE PECUNIARIA?

Secondo il Legislatore Europeo il vettore aereo non è tenuto a pagare la compensazione pecuniaria a norma dell’articolo 7, se può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.

E’ onere del vettore dimostrare che il ritardo o la cancellazione sono derivati da caso fortuito o forza maggiore e solo nel caso in cui fornisca tale prova non dovrà corrispondere la compensazione pecuniaria.

Pertanto, è possibile superare la presunzione di responsabilità del vettore, offrendo la prova che non era ragionevole ex ante adottare delle misure idonee ad evitarne l’avveramento oppure che vi era una oggettiva impossibilità di adottarle (in tal senso Cass. n. 1584/2018).

Fra gli eventi che possono escludere l’obbligo per la compagnia aerea di pagare la compensazione pecuniaria vi sono sicuramente la presenza di condizioni meteo oggettivamente avverse, tali da non permettere di volare, oppure rischi legati all’improvvisa instabilità politica del paese di destinazione che possono compromettere la sicurezza dei passeggeri.

Non è dovuta la compensazione pecuniaria per le cancellazioni causate per effetto della pandemia da COVID-19, trattandosi di circostanza eccezionale.

5. ULTERIORE RISARCIMENTO DANNI E RIMBORSO SPESE

Oltre alla compensazione pecuniaria, che costituisce il ristoro per la perdita di tempo ed il disagio, il passeggero ha diritto anche a ricevere il risarcimento dei danni che ha subito a causa del ritardo o della cancellazione ed il rimborso delle spese che ha dovuto sostenere.

La Convenzione di Montréal afferma all’articolo 19 che il vettore è responsabile del danno derivante da ritardo nel trasporto aereo di passeggeri, bagagli o merci.

Tuttavia il vettore non è responsabile per i danni da ritardo se dimostri che egli stesso, i propri dipendenti ed i preposti hanno adottato tutte le misure che potevano essere ragionevolmente richieste per evitare il danno, oppure, che era oggettivamente impossibile adottarle.

Sull’onere della prova si è pronunciata la Suprema Corte (vedi Cass. n. 1584 del 2018), la quale ha affermato che li passeggero che agisca per il risarcimento del danno deve produrre il titolo o il biglietto di viaggio o altra prova equipollente, potendosi poi limitare alla mera allegazione dell’inadempimento del vettore.
Sarà invece onere del passeggero dimostrare l’esistenza dei danni, nonché il nesso di causalità fra questi ed il ritardo o la cancellazione (Cass. n. 3285 del 2006).

Anche in questo caso l’onere della prova liberatoria sarà in capo alla compagnia aerea, la quale non dovrà corrispondere alcuna somma se dimostra che il proprio inadempimento è dovuto a cause esterne ad essa non imputabili.

Va evidenziato che la natura della responsabilità del vettore aereo è di tipo contrattuale (1678 c.c. e 1218 c.c.), per cui il risarcimento sarà altresì limitato, salvo i casi di dolo, al danno che poteva prevedersi, come stabilito dall’articolo 1225 c.c. .
Si tratterebbe del danno che secondo un giudizio di probabile verificazione, rapportato all’apprezzamento di un uomo di normale diligenza e fondato su un criterio di comune esperienza, era possibile prevedere nel momento in cui è sorta l’obbligazione (Cass. n. 5896 del 1983).

Nel trasporto di persone, in caso di danno da ritardo, la responsabilità del vettore è in ogni caso limitata alla somma massima prevista dall’articolo 22 della Convenzione di Montréal.

In conclusione, se non avete ricevuto la dovuta assistenza a seguito di una cancellazione o un ritardo aereo e per tale ragione avete dovuto affrontare ulteriori spese (albergo, taxi, cibo e bevande), queste somme possono essere richieste al vettore aereo. Ad ogni modo è necessaria una valutazione “caso per caso” per capire quali danni sono meritevoli di essere risarciti.

6. DANNO NON PATRIMONIALE

Il notevole ritardo o la cancellazione del volo possono causare disagi, fastidi, ansie ed ogni altro tipo di insoddisfazione concernenti gli aspetti più disparati della vita quotidiana.

Tali pregiudizi possono essere risarciti?

La risposta non è semplice, ma in linea di principio è evidente che lesioni minime devono essere tollerate, in virtù del principio di correttezza nelle relazioni sociali. Sul punto si è espressa in senso negativo la Giurisprudenza (Cass. n. 10596 del 2018), che ne ha escluso la tutela risarcitoria, poiché ogni individuo deve accettare un grado minimo di tolleranza.

Pertanto, anche in queste circostanze si deve guardare al caso concreto, tenendo a mente che è esclusa la risarcibilità dei futili pregiudizi (c.d. danni bagatellari) e che soltanto una lesione rilevante può ricevere ristoro.

7. COSA FARE IN QUESTI CASI?

Se sei vittima di un ritardo aereo “rilevante” o di una cancellazione, in primo luogo, ti consigliamo di presentare un reclamo alla compagnia aerea con la quale hai stipulato il contratto di trasporto.

Ad esempio, se hai volato con Ryanair puoi inoltrare il reclamo a questo link: https://eu261compensationclaims.ryanair.com/index.php?l=it_IT .
Nella maggior parte dei casi, inserendo tutti i dati richiesti, riceverai nel giro di qualche giorno ciò che ti è dovuto.

Va precisato che tale procedura è prevista per la liquidazione delle somme dovute a titolo di compensazione pecuniaria di cui all’articolo 7 del Regolamento CE del 2014, mentre ulteriori somme dovranno essere richieste con lettera di messa in mora anche via pec.

Se il reclamo non dovesse ricevere risposta o la tua richiesta non fosse accolta, oppure, se dovessi richiedere un ulteriore risarcimento, non ti resterà che rivolgerti ad un avvocato di tua fiducia. Vi raccomandiamo di conservare la documentazione (biglietto, carta d’imbarco e le ricevute delle spese sostenute a causa della cancellazione), nonché di agire nel minor tempo possibile per evitare la prescrizione di vostri diritti.


Avv. Fabio Montalto

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