Il diritto del docente al pieno riconoscimento del servizio prestato prima dell’immissione in ruolo

Ai sensi dell’articolo 1, comma 209, della Legge 107 del 2015, le istanze di riconoscimento degli incarichi effettuati in carriera, sono presentate al dirigente scolastico fra l’1 Settembre ed il 31 Dicembre di ogni anno.

A seguito di tale istanza viene emesso il decreto di ricostruzione, nel quale dovrebbero essere riconosciuti e conteggiati tutti gli anni di servizio precedentemente svolti, ma per effetto di varie disposizioni di legge non sempre questo avviene integralmente.

Per quanto riguarda gli incarichi prestati dal personale docente prima dell’immissione in ruolo, vige l’articolo 485 del D.lgs 297/1994, in forza del quale il servizio non di ruolo prestato dal docente nelle scuole statali e paritarie, comprese quelle all’estero, è riconosciuto ai fini giuridici ed economici pienamente soltanto per i primi quattro anni, mentre nel periodo eccedente per i due terzi, nonché ai soli fini economici per un terzo.

La Suprema Corte è stata più volte chiamata a pronunciarsi sulla conformità al diritto dell’Unione Europea di tale disciplina, che regola la ricostruzione della carriera del personale docente, nei casi in cui l’immissione in ruolo sia stata preceduta da rapporti a termine.Le recenti sentenze della Corte di Cassazione sul tema, pur seguendo in parte i ragionamenti esposti circa il preruolo del personale ATA, argomento che è stato trattato nel seguente articolo Il diritto del personale ATA al pieno riconoscimento del servizio prestato prima dell’immissione in ruolo”, se ne discostano nettamente in ragione di una normativa differente e più articolata.

In molti casi i decreti di ricostruzione carriera dei docenti, sono stati ritenuti illegittimi per aver riconosciuto il servizio di preruolo soltanto in forma parziale, rallentando in tal modo gli incrementi stipendiali dovuti (clicca qui per vedere le fasce stipendiali del personale docenti).

Sul tema gli ermellini hanno affermato il principio secondo cui, l’articolo 485 viola la clausola 4 dell’Accordo Quadro CES, UNICE e CEEP allegato alla direttiva CE n. 70 del 1999, nel caso in cui l’anzianità risultante dall’applicazione dei criteri di abbattimento previsti, unitamente al criterio più favorevole previsto dagli articoli 489 dello stesso decreto e dall’articolo 11 della legge 124/1999, risulti essere inferiore a quella riconoscibile al docente che fosse stato assunto ab origine a tempo indeterminato.

In estrema sintesi, nel valutare la lesione del principio di non discriminazione fra rapporto a tempo determinato ed indeterminato, bisogna tenere conto non soltanto del criterio di abbattimento di cui all’articolo 485, ma anche della fictio iuris prevista dall’articolo 11 della legge 124/1999.

L’articolo 11 della citata legge precisa che il servizio non di ruolo è considerato come anno scolastico intero, sia se ha avuto una durata di almeno 180 giorni, sia se è stato prestato ininterrottamente dal 1 Febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.

Dunque, la disposizione crea un vantaggio in favore dei docenti non di ruolo, che può comportare il riconoscimento di anni di servizio superiori a quelli effettivamente svolti.

Il giudice nazionale deve bilanciare gli anni non riconosciuti per effetto dell’articolo 485 del D.lgs 297 del 1994 con la regola dell’equivalenza di cui all’articolo 11 della L. 124 del 1999, sicché si tratta di compiere un calcolo comparativo.

Nello specifico, bisogna computare i giorni di servizio effettivamente svolti dal docente prima della conferma in ruolo, cioè senza applicare la fictio iuris di cui all’articolo 11 della L. 124 del 1999.
Nel caso in cui i giorni di servizio così calcolati risultino superiori a quelli riconosciuti nel decreto di ricostruzione della carriera, disposto in conformità alla normativa di riferimento, quest’ultima deve essere disapplicata per contrarietà al diritto europeo.

La ratio della decisione è evidente, bisogna evitare il prodursi di una discriminazione alla rovescia in danno dei docenti assunti ab origine con contratto a tempo indeterminato, che potrebbe generarsi dal combinato disposto degli articoli 485 e 489 del testo unico in materia di istruzione.

Cosa fare se il decreto di ricostruzione carriera non riconosce integralmente il servizio di preruolo?

Data la complessità della questione, per accertare l’eventuale illegittimità del decreto di ricostruzione carriera è necessaria una valutazione specifica effettuata da un esperto.

Pertanto, è conveniente rivolgersi ad un avvocato che abbia una buona conoscenza della materia, per fargli visionare la documentazione ed in particolare il decreto, al fine di verificare i motivi per cui non è stato riconosciuto l’intero servizio prestato dal dipendente prima dell’immissione in ruolo.

Solo successivamente, qualora vi siano presupposti solidi, potrete considerare la possibilità di rivolgervi al giudice, per recuperare gli anni ingiustamente non conteggiati.

Questa valutazione non può prescindere da un’analisi costi-benefici, che tenga conto sia del guadagno che si può avere da una più rapida progressione stipendiale, sia dei costi processuali prevedibili.

Avv. Fabio Montalto

potete contattarmi cliccando qui

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