L’obbligo di rimborso dei titoli di viaggio durante l’emergenza da Covid-19

Le Compagnie aeree, per effetto della Legge n. 27 del 24 Aprile 2020 di conversione del D.L. n. 9 del 2 Marzo 2020, sono obbligate a rimborsare i biglietti di viaggio oppure a fornire un voucher, se non usufruiti a causa della pandemia, anche nel caso in cui il volo non venga cancellato.

Nello specifico, l’articolo 88 bis del Legge in esame stabilisce che la sopravvenuta impossibilità di cui all’articolo 1463 c.c. ricorre anche in relazione al trasporto aereo, ferroviario, marittimo nelle evenienze espressamente indicate.

L’articolo 1463 c.c., nei contratti a prestazioni corrispettive, comporta la risoluzione di diritto ed impone la restituzione delle somme già percepite, qualora una delle prestazioni sia divenuta impossibile.

La tutela restitutoria in esame ricorre innanzitutto per i soggetti sottoposti a quarantena, permanenza domiciliare attiva o fiduciaria, nonché per destinatari di provvedimenti di divieto di allontanamento dalle aree interessate dal contagio. Questi soggetti, infatti, hanno un divieto di mobilità assoluto, palesemente incompatibile con la possibilità di usufruire di viaggi aerei.

Anche i viaggiatori che hanno programmato la partecipazione ad un concorso, manifestazione o eventi pubblici, che sono poi stati annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti per evitare la diffusione del coronavirus, avranno diritto alla restituzione delle somme pagate.
In questo gruppo rientreranno tutti quelli che dal 23 Febbraio 2020 hanno deciso di rinunciare ad un volo, in ragione della cancellazione di un evento (come ad es. il blocco delle sfilate organizzate per il carnevale), ma va precisato che spetta al passeggero l’onere di provare tali circostanze con idonea documentazione.

Inoltre, vanno rimborsati quei soggetti che hanno programmato un viaggio con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio, che sono individuate dai Dpcm durante i periodi di loro efficacia.
Pertanto, poiché dal 9 Marzo 2020 l’intero paese è interessato da misure restrittive del diritto di circolazione, da tale data in poi è permesso il rimborso per qualunque volo Nazionale, anche nel caso in cui la compagnia non lo cancelli.

Bisogna ricordare che è sempre possibile spostarsi per ragioni di lavoro, necessità, salute, nonché per fare ritorno al proprio domicilio, residenza o abitazione e che per alcune Regioni sono previste specifiche limitazioni dei trasporti in entrata ed uscita (vedi Sicilia e Sardegna), per scongiurare l’esodo di ritorno verso il sud Italia.

Da quanto esposto è pacifico che tutte le compagnie aeree sono obbligate a forme di rimborso per i voli non usufruiti nei periodi di vigenza delle misure straordinarie e dovrebbero provvedere automaticamente in caso di cancellazione. Va precisato che non sarà dovuta la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento Europeo n. 261 del 2004 per le cancellazioni causate per effetto della pandemia, trattandosi di circostanza eccezionale.

Tuttavia, può capitare che la compagnia non provveda spontaneamente al rimborso dopo la cancellazione oppure che non cancelli il volo, di cui non si può usufruire nel rispetto delle limitazioni di circolazione.

Come chiedere il rimborso?

Nel caso in cui non vi sia stata cancellazione, bisogna comunicare al vettore la situazione di impossibilità a viaggiare, allegando il titolo di viaggio, entro 30 giorni dalla fine dell’epidemia o dalla cancellazione dell’evento cui si doveva partecipare.

Il vettore entro 30 giorni dalla comunicazione dovrà procedere al rimborso oppure potrà offrire un voucher di pari importo utilizzabile entro un anno dall’emissione.

In caso di cancellazione, invece, in applicazione del Regolamento Europeo n. 261 del 2004, la compagnia dovrebbe procedere al rimborso, non potendo sostituirlo con un voucher, salvo intesa con il passeggero.

Alcune compagnie prevedono sui propri siti anche la possibilità di presentare un reclamo, ad esempio si può contattare Ryanair tramite questo link: https://contactform.ryanair.com/?lang=it.  
Si consiglia preliminarmente di contattare il vettore tramite questi canali per cercare di risolvere velocemente ogni situazione inerente ai rimborsi, stando sempre attenti a non far trascorrere troppo tempo dall’evento.

Nel caso in cui tali contatti non dovessero portare risultati, è conveniente chiedere il rimborso tramite lettera raccomandata o pec, comunicando la situazione di impossibilità che non vi ha permesso di utilizzare il volo, nel rispetto dei termini già precisati.

Qualora le richieste formali fossero disattese, non vi resterà che rivolgervi ad un avvocato di vostra fiducia per valutare eventuali azioni legali.

Avv. Fabio Montalto

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