Falsi profili social e conseguenze penali

La Corte di Cassazione ha più volte stabilito che creare un profilo su un social network utilizzando abusivamente la foto di un soggetto del tutto inconsapevole, per comunicare con altri utenti ed inducendoli in errore, integra il reato di sostituzione di persona (fra le tante pronunce si segnalano Cass. n. 38911 del 2018; Cass. n. 25774 del 2014; Cass. n. 18826 del 2013).

Il delitto in esame è previsto dall’articolo 494 c.p. che punisce chiunque induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria persona con l’altrui persona, oppure attribuendo a sé o ad altri un falso nome, stato o qualità giuridicamente rilevante.
Per l’integrazione del reato di sostituzione di persone, inoltre, è necessario l’accertamento del dolo specifico, consistente nel perseguimento del particolare fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio oppure di arrecare un danno.

La fattispecie è stata prevista dal legislatore a tutela della pubblica fede, per punire forme di inganno relative all’identità delle persone, fra le quali rientrano anche i furti d’identità realizzati su Instagram e Facebook, tramite la creazione di falsi profili, utilizzando foto e dati anagrafici riconducibili ad una persona del tutto ignara.

Tali condotte offendono pure i diritti relativi all’immagine della persona di cui si finge l’identità, la quale potrà agire per vedersi riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale e patrimoniale eventualmente patito.

Non accade di rado che finiscano in tribunale casi del genere, ad esempio recentemente è stata confermata in Cassazione la condanna, ai sensi dell’articolo 494 c.p., di un imputato che aveva creato un profilo Facebook sfruttando l’immagine ed il nome di un’altra persona, con il quale contattava i suoi conoscenti dichiarandosi gay.

Inoltre, è stato condannato per il reato di sostituzione di persona un uomo che aveva creato un profilo, con un nome fittizio ma sfruttando l’immagine di una persona inconsapevole, con il quale comunicava con ragazze iscritte al social, tenendo dei comportamenti spregiudicati a sfondo sessuale, al fine di intrattenere rapporti con le stesse.

Stessa sorte è toccata ad un ex dipendente che aveva diffuso su una chat erotica il numero di cellulare della sua ex datrice di lavoro, fingendosi quest’ultima.

Tali comportamenti sono stati considerati penalmente rilevanti e chi li compie rischia una condanna fino ad un anno di reclusione, salvo il fatto non costituisca reato più grave contro la pubblica fede (reati previsti dal titolo VII).

Spesso accade che la creazione di un profilo falso sia utilizzata come strumento per la commissione di ulteriori fatti, che costituiscono a loro volta altri reati.
Come quando viene utilizzato per offendere dei soggetti, integrando il delitto di diffamazione, oppure, realizzando condotte di molestie e di stalking, come quando viene utilizzato per perseguitare le vittime. Si sono riscontrati anche dei casi nei quali la sostituzione di persona a mezzo social network è stata utilizzata per realizzare delle truffe.

Cosa fare se la propria identità viene indebitamente utilizzata sui social?

Bisogna denunciare il fatto, a propria tutela e per evitare che la propria immagine venga sfruttata per ulteriori fini illeciti.

In tali circostanze opera la Polizia Postale, che è capace di scoprire l’autore del reato individuando l’indirizzo IP usato per creare l’account, dal quale si può poi risalire all’utenza telefonica utilizzata.

In attesa che la giustizia faccia il suo corso, è sicuramente conveniente segnalare al social il contatto che usa l’identità altrui per farlo rimuovere velocemente.

Avv. Fabio Montalto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...